capeworld


Blocco del traffico Trarghe alterne Bollino blu…..
January 12, 2006, 4:46 pm
Filed under: Uncategorized


Ormai da diversi anni le nostre amministrazioni pubbliche ci regalano il blocco del traffico o le targhe alterne.

  • Queste misure eccezionali servono realmente?
  • Esistono alternative al blocco?
  • Che tipo di auto può circolare con il blocco?
  • Il bollino blu è una trovata per fare soldi o serve realmente?
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La volpe di fuoco
January 11, 2006, 12:34 pm
Filed under: Girando per la rete

E’ accaduta una piccola rivoluzione nel mio pc.
Ho provato Firefox ed ora Internet Explorer non lo uso più.

Firefox, a differenza di Internet Explorer, è basato sull’architettura di Mozilla che è più sicura. Perchè? Ecco una lista delle principali ragioni:

    • Non è integrato con Windows,
      il che aiuta ad evitare virus ed impedire che dei cracker possano
      creare danni nel caso in cui riuscissero a compromettere in qualche
      modo Firefox.
    • Non esiste supporto per VBScript e ActiveX, due tecnologie che sono alla base di molti buchi di sicurezza di IE.
    • Nessun software spyware/adware può installarsi automaticamente in Firefox semplicemente visitando un sito internet.
    • Firefox non usa la Java VM di Microsoft, che presenta maggiori difetti rispetto alle altre Java VM.
    • L’utente ha il completo controllo dei cookie

Per maggiori informazioni e per il download www.mozzilla.it



Liberi senza fili
January 10, 2006, 6:32 pm
Filed under: INCAZZATURE

Sapete cosa significa scaricare a 4 Kb al secondo di media??? Essere nel terzo mondo, ecco cosa significa… Abito in un paesino neanche troppo sperduto (solo 15 Km dal capoluogo di provincia) e l’unico modo che ho per collegarmi ad Intenret è l’obsoleto ISDN, ed io vado ancora bene, i più e sono tanti con un pc in casa usano il 56K (biiiipppbrrrrpooooooooctsssssssssssssss)si proprio quello!!!! Non è una novità che centri minori come il mio non dispongano di ADSL o Fibra Ottica, solo che mi sono rotto di dover pagare un servizio inutile per andare lentissimo e metterci ore per fare una cosa che a sette o meno km di distanza da me si fa in cinque minuti. Come mai cari dirigenti di Telecom-merda non fate niente???? Quando tutta Europa (e AFRICA) si è già mossa per superare questa situazione? Vogliono mangiare il più possibile? Approfittando dell’ignoranza della gente?

……Mi viene quasi quasi qualche sospetto…..
Pochi giorni orsono un’amico è tornato dalla Tailandia e mi ha raccontato che la, nell’isola più sperduta dentro ad una baracca fatiscente, c’era la BANDA LARGA (ADSL), PERCHE’ LORO SI ed io NO???? Non è per essere razzista o altro ma mi viene da vomitare……. Dove è finito il progresso ITALIANO??? Ci passano davanti pure in tailandia????

Come leggerete dopo, il territorio svizzero, che si sa è più montuoso del nostro, è coperto per la quaso totalità e vogliono menarcela col fatto dei paesini sperduti arroccati sulle montagne??? Quale paese sperduto??? ed arroccato è il mio??? HEY!!!! sono in collina quasi pianura. Le cose sono diverse da quelle che sembrano, ed io la penso diversamente. Proviamo a vederla dal lato economico la cosa…..
Facciamo un pò di conti:

Ogni due mesi pago a Telecom:

  • Canone della linea
  • Noleggio della borchia ISDN
  • Scatti telefonici
  • Telefonate voce

Utente (normale) con Alcie ADSL pagano:

  • Canone Linea
  • Abbonamento Alice
  • Telefonate Voce

Utente (Esperto) con Alice ADSL pagano:

  • Canone Linea
  • Abbonamento Alice

Qualche cosa non mi torna, ameno che in Italia non vi siano tre tipi di cittadini o se mi consentite 3 classi

  1. GLI SFIGATI cittadini di serie C
  2. I GRAZIATI cittadini di serie B (solo perchè non hanno ancora il knowout giusto)
  3. I CULONI la serie A
Le soluzioni alterntive esistono. Semplicemente per qualche ragione non vengono usate ne pubblicizzate, proviamo a chiederci il PERCHE’?
Semplice perche io cittadino sfigato che abito in un posto sfigato con gente sfigata, devo pagare anche per gli altri cittadini che sono più fortunati di me!!!!!!!
Una soluzione pratica e poco onerosa c’è, ed è il Wi-Fi.
il testo seguente è preso da WIKIPEDIA e sipega molto bene cosa’è e come funziona.

La teoria e la storia del Wi-Fi

Le reti Wi-Fi (Wireless Fidelity) sono infrastrutture relativamente
economiche e di veloce attivazione e permettono di realizzare sistemi
flessibili per la trasmissione di dati usando frequenze radio,
estendendo o collegando reti esistenti ovvero creandone di nuove. È
plausibile pensare che le reti nei tempi futuri saranno sempre più
realizzate in modo wireless.

La fonte di connettività a banda larga può essere via cavo (ADSL o HDSL), oppure via satellite. Oggi esistono connessioni a internet satellitari bidirezionali, che consentono veloci flussi di navigazione sia in download che in upload. La trasmissione satellitare ha tempi di latenza molto maggiori di una normale connessione ADSL.
E’ pertanto errato parlare di ADSL satellitare. Una volta iniziato
l’invio di pacchetti procede velocemente(megabit al secondo), ma il
tempo di attesa perchè inizi l’invio dei pacchetti (tempo di latenza) è
dell’ordine di 1-2 minuti a fronte dei pochi secondi necessari per
iniziare il download di un file o di una pagine web. Per via della
latenza molto alta le connessioni satellitari sono più lente di una
connessione analogica.

A partire dalla fonte di banda, si può espandere la rete attraverso la tecnologia Wi-Fi. L’installazione delle antenne
è semplice. Si tratta di antenne piccole: normalmente sono scatolotti
larghi circa 20cm e spessi qualche centimetro, ma possono essere anche
più piccole.

Le coperture di queste antenne sono fondamentalmente di due tipi: omnidirezionali e direttive.

Le antenne omnidirezionali vengono utilizzate di norma per
distribuire la connettività all’interno di uffici, o comunque in zone
private e relativamente piccole. Oppure, con raggi d’azione più grandi,
si possono coprire aree pubbliche (come aereoporti, centri commerciali, ecc.).

Con le antenne direzionali è invece possibile coprire grandi
distanze, definibili in termini di chilometri, e sono utili proprio per
portare la banda larga nei territori scoperti dalla rete cablata. In
questo caso, è possibile aggregare più reti in un’unica grande rete,
portando la banda in zone altrimenti scollegate.

Con un access point
dal costo di appena 40 euro è possibile coprire cn banda larga fino a
una distanza di 300 metri teorici (uso domestico) se non vi è alcuna
barriera in linea d’aria; in presenza di muri, alberi o altre barriere
il segnale decade a 150 metri; però con 2-3 antenne direzionali dal
costo ancora inferiore la copertura dell’access point sale da 150 metri
a 1 km, più di un ordine di grandezza. Il segnale delle antenne direzionali, diversamente da quello dell’access point, è sufficientemente potente (in termii di Watt di potenza trasmissiva) da mantenere lo stesso raggio di copertura di 1 km, inalterato anche in presenza di barriere in linea d’aria.

Wi-fi è nato per la fonia mobile e per reti locali LAN; ora è utilizzato per l’accesso a internet. Esso consente a un computer
dotato di scheda wireless, a un computer portatile o ad un palmare
(PDA) di collegarsi a Internet quando si trova in prossimità di un
punto d’accesso. La regione coperta da un access point, è detta
hot-spot.

L’architettura internet è del tutto simile ai tradizionali ISP che forniscono un punto d’accesso(il PoP)
agli utenti che si collegano da remoto. La regione coperta da un
hot-spot può includere il territorio coperto da molte centrali
telefoniche tradizionali, ad un costo intorno ai 1500 euro.

Il logo wi-fi certifica l’interoperabilità del prodotto con gli altri aventi la stessa certificazione. Wi-fi è il logo della Wi-Fi Alliance
(Wireless Ethernet Compatibility Alliance) che testa e certifica la
compatibilità dei componenti wireless con gli standard 802.11x (della
famiglia 802.11).

In molti sostengono che i dispositivi Wi-Fi sostituiranno i telefoni cellulari e le reti GSM. Nel futuro più prossimo, costituiscono ostacoli a questo fatto: l’impossibilità del roaming
e delle opzioni di autenticazione (802.1x, SIM e RADIUS), la
limitatezza dello spettro di frequenze disponibili e del raggio di
azione del Wi-Fi. Nonostante questi problemi, compagnie quali Zyxel,
SocketIP e Symbol Tecnologies stanno offrendo piattaforme telefoniche
che usano la tecnologia wi-fi.

Molti operatori iniziano a vendere dispositivi mobili per accedere a
internet, che collegano schede wireless dei cellulari e ricevitori
wi-fi per trarre benefici da entrambi i sistemi. Ci si attende che in
futuro i sistemi wireless operino normalmente fra una pluralità di
sistemi radio.

Talvolta, il termine 4G
è utilizzato per indicare wi-fi, a causa del fatto che la larghezza di
banda e le prestazioni sono analoghe a quelle promesse dagli standard
dei telefoni 3G.

La principale differenza fra il cellulare e il wi-fi è che il primo
utilizza frequenze per cui si è pagata una licenza, mentre il wi-fi
utilizza frequenze libere(militari e non) e gratuitamente disponibili.
È completamente differente la modalità per ricavarne profitti. In molti
pensano che il futuro degli accessi wireless passi per le frequenze
libere, a discapito delle licenze dei grandi operatori.

Accessi wi-fi sono disponibili in aeroporti, stazioni ferroviarie, internet cafè sparsi per il mondo. In Europa è diffusa la rete dei “Totem Freestation”.

Esistono anche città, gruppi o singoli individui che hanno costruito
reti wi-fi adottando un regolamento comune per garantirne
l’interoperabilità (http://www.freenetworks.org/peering.html).

Nella wireless community network è disponibile un elenco mondiale delle reti wi-fi.

Alcune reti si affidano al protocollo OLSR oppure a OSPF, come il network Wireless Leiden. La maggior parte utilizza software open-source, o pubblica il suo set-up di configurazione sotto licenza open source (come GPL o Creative Commons, di recente riconosciuta da apposita legge in sede UE).

Nel caso delle università, spesso l’accesso è gratuito per studenti e docenti e rivenduto a pagamento per società private. Sparknet in Finlandia supporta l’opzione di iscrivere il proprio access point alla rete Sparknet in cambio di vari benefici (https://open.sparknet.fi/).

HiperLan architettura uguale al wi-fi (stesso hardware: antenne direzionali,access point)che però utilizza un software
diverso come protocollo copre un raggio di 20 km dall’antenna con
potenze d’emissione dell’ordine dei 10 watt(inferiori a quelle
dell’antenna di un telefonino).

Con l’attuale decreto Landolfi, il wi-fi è liberalizzato anche in
Italia. L’accesso a reti wi-fi non è consentito a privati cittadini, ma
è aperto ai comuni, cittadini in qualche forma di aggregazione (onlus,
associazioni, cooperative), come avviene in diversi stati europei.

Per diventare operatori autorizzati è possibile chiedere
l’autorizzazione al ministero e portare banda larga anche nelle zone di
montagna. Il costo di un access point è intorno ai 20.000 euro
(compresa installazione e manutenzione) ed è recuperato nell’arco di 5
anni.

Spesso si parte da reti civiche che collegano le amministrazioni di
vari comuni, i pompieri, la linea del bus (per dispositivi di sicurezza
dei trasporti), o la polizia (tipicamente videocamere collegate ad una
volante in zona). Le reti sono già attrezzate per iniziare a vendere
banda larga ad attività economiche e utenze private.

Wi-fi e digital divide

Per i bassissimi costi della tecnologia, il wi-fi è la soluzione
principale per il digital divide, che esclude ben 10 mln di italiani
dalla banda larga. Le antenne wi-fi generalmente sono parabole
poste sui tralicci della corrente elettrica e dietro i campanili che
tipicamente sono i punti più alti nel paesaggio nazionale. Ciò evita un
onere levato per la costruzione di torrette dedicate ai Le antenne
delle singole case sono poste sui tetti.

E’ importante porre in alto i trasmettitori perchè in assenza di
barriere in linea d’aria il segnale dell’access point copre il doppio
della distanza. Le antenne direzionali che amplificano il segnale
dell’access pint, a parità di distanza in cui è ricevibile il segnale,
sono utilizzabili da più utenze se poste in alto.

Grazie al wi-fi il Regno Unito ha una copertura a banda larga del 95% del territorio; la vicina Svizzera, interamente collinare, è coperta al 90%.

Negli studi di settore uno dei principali fattori della lentezza alla diffusione del wi-fi in Italia,
nonostante la liberalizzazione, è la mancanza di competenze tecniche,
di una figura professionale dedicata alle installazioni di reti o reti
wi-fi in particolare, la sovrastima dei costi della tecnologia.

Prospettive future del wi-fi

Wi-fi è usato da anni in tutto il mondo per portare connettività
veloce nelle zone isolate e nei piccoli centri. In America si è
sperimentata anche un’integrazione con la telefonia mobile dove il
wi-fi dovrebbe sostituire le vecchie antenne GSM/GPRS/UMTS,
con una nuova rete in grado di dare le velocità sperate e i servizi di
videotelefonia, laddove l’UMTS si è rivelato un fallimento, che ha
messo in luce l’esigenza di non intervenire solo sui protocolli e sul
software, ma di un investimento ben più consistente per aggiornare un’infrastruttura ventennale obsoleta.

La fusione di Telecom ItaliaTIM lascia prospettare tentativi di integrare fonia fissa
e mobile in un unico apparecchio che con lo stesso numero funzioni da
fisso/cordless nel raggio di 300 metri da casa, e oltre come un normale
cellulare. Tale operazione ha già avuto successo in Francia e Inghilterra, mentre in Italia questa integrazione tra i due tipi di rete di accesso non è nei piani di Telecom.

Sempre in questi Paesi, grazie al wi-fi, anche i centri più piccoli
hanno spesso possibilità di accesso veloce ad Internet, pur non essendo
coperti da ADSL. In Italia invece ostacoli di natura più politica che
tecnica hanno impedito che si consolidasse il ruolo del wi-fi in questo
settore.

La liberalizzazione del wireless in Italia

La liberalizzazione delle RadioLan in Italia con il decreto Stanca,
attesa da due anni dalle associazioni di settore, apre ai piccoli
operatori la possibilità di fornire il wireless nei piccoli centri.

I soggetti autorizzati dal Ministero delle Telecomunicazioni offrono
all’ingrosso la loro rete ai piccoli operatori che possono rivendere il
traffico. Al momento la costruzione di una propria rete geografica non
è possibile se non per questi pochi grandi soggetti autorizzati; né
tantomeno è consentito a un privato cittadino utilizzare il proprio
access point per trasmettere al di fuori dell’ambito del proprio
domicilio. Probabilmente questo non sarà possibile neanche in futuro,
perché lo spettro radio andrà tutelato contro le interferenze che una
troppo elevata densità di punti di accesso ad ampia copertura
topografica comporterebbe.

La liberalizzazione dovrebbe risolvere il problema del digital
divide in Italia. L’intera banda da 2.5 a 5 gigahertz è liberalizzata;
non occorre un permesso o licenza da parte del ministero della difesa
che in concomitanza con il decreto ha deciso ufficialmente di non usare
più queste frequenze per usi militari.Dunque, il wi-fi e wi-max possono
utilizzare in Italia lo standard commerciale a 2.4 e 3.2 gigahertz
rispettivamente, che già è impiegato nel resto del mondo; e Hiperlan
più veloce e stabile che irradia a 5 gigahertz(non per ragioni di
standard, ma perché il protocollo è tarato per questa frequenza).
Trattandosi di uno standard, non esistono produttori di apparati che
operano in wi-fi, wi-max o Hiperlan su frequenze diverse da quelle indicate prima.

Chi volesse aprire un’ azienda di servizi wireless dovrebbe seguire
tre passi: diventare soggetto autorizzato dal ministero delle tlc,
ottenere dal ministero della difesa il permesso di utilizzare le
frequenze nel raggio di 30 km coperto dall’antenna, chiedere al comune
che intende coprire uno spazio di 10 metri quadri dove piazzare l’access point.

Con la decisione della difesa di spostare le comunicazioni militari
leggermente sopra e sotto le frequenze dette sopra, è necessario e
sufficiente il solo permesso del ministero delle tlc, che diversamente
dall’UMTS non prevede né gare né aste né licenze a pagamento. Salvo
speculazione, con la concorrenza il canone mensile del wi-fi dovrà
attestarsi intorno ai 20 euro per banda garantita di 11 megabit/sec.,
indipendentemente dal numero dei contratti attivati in zona.

Il wi-fi copre un raggio di 20 km dall’antenna con potenze
d’emissione dell’ordine dei 10 watt (inferiori a quelle dell’antenna di
un telefonino). Con l’attuale decreto Landolfi, il wi-fi è
liberalizzato anche in Italia. L’accesso a reti wi-fi non è consentito
a privati cittadini, ma è aperto ai comuni, cittadini in qualche forma
di aggregazione (onlus, associazioni, cooperative), come avviene in diversi stati europei.

Per diventare operatori autorizzati è possibile chiedere
l’autorizzazione al ministero e portare banda larga anche nelle zone di
montagna. Il costo di un access point è intorno ai 20.000 euro
(compresa installazione e manutenzione) ed è recuperato nell’arco di 5
anni. Sovente si parte da reti civiche che collegano le amministrazioni
di vari comuni, i pompieri, la linea del bus (dispositivi di sicurezza
dei trasporti), o la polizia (tipicamente videocamere collegate ad una
volante in zona). Le reti sono già attrezzate per iniziare a vendere
banda larga ad attività economiche e utenze private.

Il decreto vieta l’esclusività dei contratti stipulati con provider
wi-fi in aree pubbliche o in aree private aperte al pubblico.
L’utilizzo del wi-fi fra privati cittadini resta limitato alle
radio-lan con apposita autorizzazione ministeriale, senza condividere
banda o accesso a internet.

Ora nel mio paesello stanno stendendo la fibra ottica, il comune non ha ancora spiegato a che pro, e questo la dice lunga. Sulla fibra in paese si sente dire di tutto anche perchè hanno spaccato mezzo mondo. Informandomi su intenret nel sito della regione, sono riuscito a scoprire che serve a collegare le varie sedi comunali e le AUSL del territorio, infatti è chiamato progetto e-governament. Non vi sono tracce, ne pro ne contro, che il sistema vengo messo a disposizione del cittadino. Sembra a quanto pare una rete pubblica “privata”. Se mai grazie ad essa arriverà la banda larga ne sarò contento, ma a che prezzo per il territorio??? (in senso monetario) e per l’ambiente???? Km di tubi in mezzo alle colline e pozzetti di amplificazione del segnale ogni tot metri, ma questa forse è una battaglia persa in partenza, contro gli appalti pubblici non penso si possa fare molto…. Ho dato un’occhiata alla nostra centrale Telecom di zona ed è risultata inadeguata a supportare l’adsl, andrebbe cambiata tutta, è ormai un pezzo da museo.Per questo e per altri motivi non penso che la fibra stesa, dia a noi cittadini la possibilità di usufruire della banda larga, ma spero proprio di sbagliarmi. La rete non è un lusso e il suo uso deve diventare di dominio pubblico senza speculazioni o giochi di potere.

Non si può vivere la rete con tecnologie vecchie di dieci o più anni, non Italia, non oggi, ma questo accade a me come ad un milione di italiani.
Se volete guardare la situazione della vostra centrale Telecom di zona andate su digitaldivide.

Ragazzi miei i mezzi ci sono………. usiamoli e incazziamoci.



Copie Protette e Contenuti Forzati
January 9, 2006, 1:59 am
Filed under: Furberie Tecnologiche

Ho trovato questo articolino molto interessante ed istruttivo su www.ciccsoft.com
Leggete e meditate gente…… meditate….. meditate…..

Devo essere rimasto parecchio indietro. Questo pomeriggio ho acquistato
un cd musicale, cosa che, almeno per le novità da classifica e per i cd
delle major, non facevo da parecchio tempo. Prima di procedere noto con
noncuranza sul retro l’indicazione delle restrizioni a cui si è
sottoposti nonchè il celeberrimo logo del copy controlled. Fin qui
tutto a posto: posso masterizzare tre volte il disco, ascoltarlo sullo
stereo ma non estrarne le tracce per un eventuale lettore mp3.
Arrivato
a casa tutto contento lo sbatto nel lettore cd del computer per
ascoltarmelo con Winamp come faccio di solito. Sorpresa.
Un
simpaticissimo autorun mi mostra un riquadro con la copertina del disco
e dopo poco il contratto da sottoscrivere. Clicco accetta e come per
magia mi esce un simil-media player completamente controllato dove non
posso far altro che scegliere il brano dall’elenco in alto e riprodurlo
(vedi foto). Il pulsante masterizza poi è quasi surreale. Una
volta cliccato pretende di farmi aggiornare Windows Media Player per
poter masterizzare fino a 3 volte il mio cd. Non c’è verso di
riprodurre in altri modi il disco su un pc: a guardarci dentro appare
come un cd-rom con tanto di autorun, readme e altre sciocchezze. C’è
una cartella con tutte le tracce del disco in formato wma, pronte per
eventuali rippaggi, ovviamente a scarsissima qualità, ma non è un cd
audio a tutti gli effetti, pertanto ogni software di ripping lo rifiuta
categoricamente.
Solo qualche ora dopo ho notato una scritta che non avevo assolutamente letto, sulla costa della confezione del disco: content protected.

Siamo
passati dalla protezione della copia (copy controlled) illegale, alla
fruizione dei contenuti forzata e controllata (content protected) senza
che l’utente possa mantenere una propria coscienza libera e consapevole
di cosa è legale fare e cosa no. Metodi barbari, come la tassa sui cd
vergine applicata per tutti, cui siamo già stati abituati. A quando la
costrizione a non inserire del tutto un cd musicale su un pc?
Ovviamente,
fatto il boot da Linux, ed inserito il cd nuovamente, certe pippe non
hanno trovato terreno fertile. Il pinguino legge come se niente fosse
non sapendo affatto cosa sia Windows Media Player oppure un
autorun.exe…

MEDITATE….. MEDITATE……



Foto della Festa!!!!!
January 6, 2006, 6:21 pm
Filed under: Circolo Azzurro

🙂 w la Befana !!!!!!

Un sentito grazie a tutta la gente che numerosa è venuta alla manifestazione, agli SPONSOR, al DON, alla Sig. Maria.

p.s. siamo stati proprio bravi che dite ????


The longest stocking in the world
January 6, 2006, 12:03 pm
Filed under: Circolo Azzurro

Dovadola 6 Gennaio
La calza più lunga del mondo 15° anno. Lunga 100 Metri stesa per il corso del paese.
In alto alcuni organizzatori dell’evento promosso dal Circolo Azzurro.

Dovadola 6 January
The longest stocking in the world 15° year. Long 100 Metri spread for the course of the country.
Up some organizers of the event promoted from the Circolo Azzurro.



Nanaca crash
January 5, 2006, 1:16 pm
Filed under: Girando per la rete

http://homepage.mac.com/pockyrevolution/nanaca_crash.html

Cool game!!!

What do you think? My best record is 13939.42 m